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Storia

Ultima modifica 13 novembre 2018

STORIA DI RENATE

L'origine del nome del paese viene, forse, da "Arenate" per la tipologia sabbiosa (rena) del terreno. Di fatto, il territorio si stende su un'area geologica prealpina di origine morenica: nella fascia che scende dalla maggiore catena montuosa delle Alpi, la zona di passaggio verso la grande pianura lombarda, Renate si colloca ai piedi di una serie di ondulazioni collinarie, originate, nell'Era Quaternaria, dall'accumulo di materiale trasportato dai ghiacciai alpini.

La Brianza fu certamente abitata da popolazioni orobiche cui seguirono i Celti (Galli) spinti a Nord dagli Etruschi. 

I Romani occuparono poi la Brianza dopo aver vinto Milano nel 222 a.C. come riportato nel "De Bello Gallico" di Giulio Cesare; l'imperatore Ottaviano Augusto, subentragli, divise l'Italia in 11 province e Plinio il Vecchio riferisce che la Brianza rinetrava nell'ottava. In Renate sono stati rinvenuti reperti di sepolture di epoca romana in località Odosa - durante gli scavi della ferrovia Monza-Molteno (donati ai Musei di Lecco) - e ai Cariggi una spada in bronzo del tipo a forma di salice che verosimilmente contraddistingueva la tomba di un guerriero. In centro paese, nel cortile detto "Curt di Bioi", furono rinvenute antiche monete romane tra le quali un "Sesterzio di rame".

Non ci sono altre notizie certe che citino Renate fino al 1096 quando una pergamena che parla di un certo Maino del fu Borrizzone di Vicosopra lascia tutti i suoi beni alla Chiesa di San Lorenzo di Chiavenna: il lascito testamentario è redatto da Giovanni notaio e giudice in Renate.

Nel 1100, in un altro lascito testamentario, le sorelle Naluscia e Pagana, figlie di Lanfranco detto de Torre, donarono, con il consenso dei loro mariti Alderico e Alderano, la Chiesa di San Siro a Brianzono (prov. Sondrio). Lanfranco era "de vico Arenato" originario quindi di Renate; si deve ascrivere la sua appartenza alla famiglia Della Torre che governò la città di Milano nel periodo precedente i Visconti nelle varie successioni di vassalli, valvassori, valvassini e manenti create con Carlo Magno, il primo grande imperatore del Sacro Romano Impero incoronato nell'800.

Il secolo successivo vede Renate "dipendere" dai monasteri benedettini di Civate e Pontida nel senso che i terreni e le proprietà venivano affidati a "governatori" locali delle famiglie notabili presenti sul territorio. In un contratto scritto in Cremella il 13 febbraio 1117, il prete Giovanni - rappresentante di Teodaldo di Pontida, affida ad alcuni famigli renatesi (Obizzone, Lotario figlio di Ugo e nipote di Obizzone stesso, Alderico ed Amizzone, gemelli e figli di Arialdo) la gestione di alcuni poderi in Cassago dietro pagamento di un affitto da pagarsi in denaro nella ricorrenza di S. Martino insieme ad altri beni come polli e uova.

Nel 1162, Federico Barbarossa, imperatore del Sacro Romano Impero, concede un diploma imperiale a favore di Algiso quale riconoscimento della sua fedeltà di paladino. 
Con questa investitura viene ricordato tra i vari possessi appartenenti all'Abbazia di Civate una località chiamata Retenadem. Nello stesso elenco si affianca anche il nominativo del Vianò nella forma di Viganorem. 

Negli stessi giorni, Benedetto d'Assia - ambasciatore di Federico Barbarossa, investe il Monastero di Cremella, di diversi fondi del circondario tra cui viene citato anche il luogo del Tornago.

Nell'agosto del 1232, Bernardo Pozzonello arciprete di Monza concede nuovi statuti al Monastero di Cremella; tra gli altri sono ricordati Codecario e Sorzao detti del luogo del Tornago.

1289: nel Liber Notitiae Sanctorum Mediolani (elenco di Santi, Chiese ed Altari della diocesi di Milano) del cronista Goffredo da Bussero, vengono ricordate in Renate tre chiese e tre altari:

1) la chiesa di San Donato in Renate;
2) la chiesa di San Salvatore al Tornago;
3) la chiesa di Sant'Alessandro al Vianò (chiesa estimata per 3 lire, 12 soldi e 3 denari nel 1398).

Il 22 dicembre 1451, le tre località di Renate con il Tornago e il Vianò, vengono inserite nelle immunità fiscali che il duca di Milano Francesco Sforza concede al Monte di Brianza.

5 anni più tardi, diverse famiglie con il cognome "Perego" vengono individuate nell'estimo ducale. Sono residenti in Renate, Pieve di Agliate. Anche il Monastero del Vianò ottiene un'immunità fiscale da parte del sig. Paolo di Santo Cassiano per certi beni venduti in luogo a Felice de Perego nel 1498.

Nel 1530, Renate contava 91 abitanti, 20 capi di bestiame bovino. V'erano 240 pertiche coltivate a vigna, 298 a campo e prato, 230 a ronco. Oltre al centro storico (via Umberto) e il Tornago d'antica origine medievale, vicino a Cremella e alla Pieve di Missaglia, v'erano il Vianò col suo monastero sotto la Pieve di Agliate e la Cascina Odosa al confine con Besana.

Fino al 1565, la cura delle anime di Renate era esercitata dai frati di San Girolamo di Castellazzo della Chiesa di Sant'Alessandro al Vianò. Con le visite pastorali di San Carlo Borromeo, viene stabilito che la chiesa parrocchiale sarà quella di San Donato e Carpoforo: Donato Perego è investito del nuovo beneficio e, nel 1578, Ludovico Arrigoni è parroco. Sono questi anche gli anni della tremenda peste; per sfuggire alla quale, si costruì l'Oratorio dei Santi Rocco e Sebastiano. Sono gli anni di dominazione spagnola, quelli raccontati dal Manzoni nel celebre "Promessi Sposi". Il 10 maggio 1607, Renate dà ospitalità alla soldataglia Lanzechinecca della compagnia del Capitano Alberto Baldovino. Nel 1630, di nuovo, si ospita la compagnia lanzechinecca del Capitano Rainoldo del reggimento del colonnello Ciamburgo. Gerolamo Villa accoltella sulla Piazza di Renate il soldato Maffeo Germano.

Nel 1684 Giovan Angelo Perego, con un proprio lascito testamentario, fonda la chiesa di San Giovanni Battista. Nello stesso anno, sotto la guida spirituale del Parroco don Carlo Bossi, viene riedificata la chiesa parrocchiale.

Il XVIII secolo vede la dominazione austriaca. Nel 1759, la chiesa parrocchiale riceve la visita del Cardinale Arcivescovo di Milano Giuseppe Pozzobenelli. Nel 1777, il parroco don Federico Beretta guida un ampliamento e restauro della chiesa parrocchiale. Nel 1787, viene pubblicato il bando d'avviso per la vendita all'incanto dei possedimenti goduti dalla parrocchiale. Verranno per la maggior parte acquistati dal nobile Francesco Aliprandi. Nel 1793, la stessa parrocchiale perde la sua caratteristica di mercenaria a favore di benedicio Parrocchiale perpetuo con pubblico atto del notaio Carlo Alberto Rusca. Verranno da allora nominati i parroci direttamente in loco.

Nel 1843 Emilia Redaelli sposa nella chiesa parrocchiale il nobile Enrico Manzoni, figlio dello scrittore Alessandro e di Enrichetta Blondel. Abiteranno nella villa Cagnola-Mazzucchelli per 20 anni con 7 figli. La villa fu costruita nella seconda metà del '700 su progetto dell'architetto Giuseppe Piermarini (lo stesso che studiò il restauro della facciata del Teatro "La Scala" di Milano oltre alla Villa Reale di Monza).

Il '900, è il secolo delle grandi opere pubbliche. Si comincia con il Municipio nel 1904. Nel 1907, è la volta dell'Asilo infantile "Regina Elena". Nel 1911 viene inaugurata solennemente la ferrovia Monza-Molteno-Oggiono, progetto del cittadino renatese Ing. Enea Camisasca.

L'8 novembre 1928 viene pubblicato il Regio Decreto 8556 con il quale il Comune di Renate viene fuso con il Comune di Veduggio e così rimarrà fino al 1956.

Tra il 1960 e il 1964, si realizza l'ampliamento della Chiesa Parrocchiale sotto la guida del benemerito Parroco don Pasquale Zanzi.

Nel 1965 si inaugurò la Scuola Elementare "Alfredo Sassi" alla presenza dell'allora Ministro alla Pubblica Istruzione On. Giulio Andreotti dopo la posa della prima pietra dell'Arcivescovo di Milano Giovanni Colombo in visita pastorale.

Fu poi la volta della Scuola Media in consorzio con il Comune di Veduggio, e della Scuola Materna Statale sorta nel 1974 inaugurata alla presenza del nuovo Ministro della 
Pubblica Istruzione Senatore Marcora.

Il 1977, negli anni del decentramento amministrativo, si svolgono i lavori per la biblioteca comunale, che aprirà i battenti l'anno successivo. L'ultimo ventennio vede sorgere il centro sportivo e il centro culturale "Alfredo Sassi", intestato al grande Maestro-Scultore milanese che visse a Renate nella seconda metà della sua vita; nel centro si conservano i gessi delle sue opere insieme a quelle di un altro artista, il ceramista Vanotti. Si è compiuto il restauro e l'ampliamento del municipio nel 1992 e quello degli ambulatori medici. 

Anche il centro del paese, la piazza don Pasquale Zanzi, ha subito un rifacimento importante. Gli ultimi progetti degli anni recenti sono tutti per i più piccoli: ludeteca e asilo nido. 

Dalla comunità agricola dei primordi, Renate ha vissuto il destino della Brianza con la coltivazione dei gelsi per l'allevamento dei bachi da seta e confermando i primati delle tessiture territoriali. Si è poi specializzato nelle minuterie meccaniche, nel packaging plastico, nelle maniglie, nella lavorazione di imballaggi in carta e cartone, nastrifici. 

Resiste alla crisi economica dell'ultimo biennio cercando di mettere in pratica quello che il Maestro Sassi indicava agli studenti della sua scuola serale: che bisogna unire all'utile anche il vero e il bello proprio per i tempi in cui senza utile si rimanga almeno con il bello e sempre con il vero.


Fonti
Umberto Sironi, RENATE ATTRAVERSO I SECOLI - Comune di Renate, ristampa 2002
Umberto Sironi, MEMORIE SULLA CHIESA DEI SANTI ALESSANDRO E MAURO AL VIANO' DI RENATE -Comune di Renate, ristampa 2002
Scuola Media Statale "Giovanni XXIII" Renate-Veduggio, BENVENUTI A .... - Comune di Renate, 1994